Nei prossimi mesi sarà operativo il chiacchierato Cashback di Stato insieme alla cosiddetta Lotteria degli Scontrini. Ecco come funziona, perché è meglio adeguarsi e cosa puoi vincere.

Incentivare i pagamenti elettronici con bonus in denaro per limitare l'evasione fiscale. Questo, in sostanza, l'obiettivo alla base del “Piano Italia Cashless” promosso dal Governo per “incentivare 'utilizzo di carte di credito, debito e app di pagamento, al fine di modernizzare il Paese e favorire lo sviluppo di un sistema più digitale, veloce, semplice e trasparente”. All'interno del piano rientrano le iniziative Cashback di Stato, Cashback di Natale e la cosiddetta “Lotteria degli scontrini”.

Già in questo mese di dicembre abbiamo visto i cittadini che hanno voluto sperimentare l’Extracashback natalizio, darsi da fare tra SPID e applicazioni da scaricare e configurare. E laddove sono riusciti, hanno anche toccato con mano la convenienza personale nel fare spese e approfittare della possibilità di un piccolo bonus sugli acquisti.

Molti sui social hanno esercitato il loro diritto di critica (o più spesso, di lamentela) ma ciò che ne vien fuori è che i soldi, comunque, non si trovano a terra e se c’è qualche possibilità di avere anche piccole somme indietro: perché non farlo?

La misura, tra l’altro, prevede vantaggi per i consumatori ma anche per gli esercenti: da gennaio 2021, quando cioè lo strumento entrerà a regime normale, tutti gli scontrini battuti partecipano automaticamente a una “Lotteria” grazie alla quale chi ha comprato e chi ha venduto può vincere somme anche piuttosto considerevoli. Una proposta accolta con interesse dal pubblico che, secondo indagini di settore, è ormai molto più propenso all'utilizzo di sistemi di pagamento senza contanti. Oltre il 65% dei consumatori predilige i pagamenti elettronici rispetto ai sistemi tradizionali. Un trend cresciuto anche a seguito dell'emergenza sanitaria, soprattutto per questioni di sicurezza e igiene.

Per questo, iniziative come quelle previste dal Piano Italia Cashless rappresentano una vera opportunità anche per il settore della ristorazione. Il meccanismo alla base delle due strategie appare, di primo acchito, un po' complicato, ma è in realtà molto semplice. Ecco un breve quanto esplicativo riassunto di tutte le possibilità previste.

Come funziona il Cashback di Stato

La formula permette uno sconto sui pagamenti complessivi con carta o sistemi di pagamento elettronici (mobile wallet, Satispay, Apple Pay, Naxipay, Samsung Pay, Google Pay, etc.). Il bonus è calcolato semestralmente sul totale dei pagamenti cashless effettuati, e permette di “riavere indietro” fino al 10% di 1.500 euro spesi in sei mesi (cioè 150 euro) e 3.000 euro annui (cioè 300 euro).

Per ottenere il rimborso sono necessarie almeno 100 transazioni elettroniche l'anno, indipendentemente dall'importo speso. Ciò significa che una transazione da 10 euro viene conteggiata al pari di una da 100, e il rimborso calcolato sul totale complessivo in 6 e 12 mesi.

Il bonus prevede inoltre un ulteriore premio di 3.000 euro per i primi 10.000 utenti con il maggior numero di transazioni con moneta elettronica effettuate nel minor lasso di tempo, indipendentemente dal valore complessivo di spesa.

Extra Cashback di Natale

A questa misura è stata aggiunta quella dell'Extra Cashback di Dicembre, che prevede un ulteriore sconto sulle “spese di Natale”, effettuate per tutto il periodo delle feste fino al 31 dicembre 2020.

Il Cashback di Natale non prevede rimborsi per gli acquisti effettuati online, tramite app o e-commerce. L'iniziativa, infatti, è volta al sostegno dei negozi fisici degli esercenti di zona, da prediligere rispetto a marketplace o store online, specie in un periodo particolare come quello delle festività.

Cosa serve per richiedere i Cashback

Per richiedere il rimborso previsto dal Cashback di Natale e da quello di Stato è necessario scaricare l'app “IO” sul proprio cellulare, registrando i propri dati con SPID o Carta d'Identità elettronica. Una volta effettuato il passaggio sarà possibile registrare il sistema di pagamento utilizzato e le coordinate bancarie dove ricevere i rimborsi. Nella sezione portafoglio dell'app saranno registrate tutte le transazioni effettuate nel periodo utile alla richiesta del cashback di dicembre.

Gli esercenti non hanno alcun obbligo particolare, salvo quello di garantire ai clienti la possibilità di pagare tramite POS. In quest'ottica è opportuno ricordare che Bancomat ha recentemente aggiornato la rendicontazione dei micropagamenti, che dal dicembre scorso non prevedono più tassazione per importi inferiori a 5 euro.

Lotteria degli scontrini: premi anche per gli esercenti

A differenza della misura prevista dal Cashback, la Lotteria degli Scontrini prevede un ruolo attivo da parte dei titolari delle attività commerciali. Dal 1° gennaio 2021 sarà possibile per i cittadini italiani partecipare alla lotteria iscrivendosi sul portale del Governo e ottenendo, in questo modo, un codice a barre personalizzato da mostrare all'esercente al momento del pagamento.

All'atto del saldo, il codice deve essere esibito dal cliente sul proprio smartphone e scannerizzato dal negoziante. In questo modo, vengono assegnate al codice tutte le transazioni eseguite con moneta elettronica o sistemi di pagamento cashless, per concorrere all'estrazione settimanale, mensile e annuale che prevede, per i consumatori una estrazione “ordinaria” di:

  • sette premi da 5.000 euro cadauno a settimana;
  • tre premi da 30.000 euro cadauno al mese;
  • un premio di 1 milione di euro all'anno.

Al tempo stesso, è previsto un ulteriore sorteggio denominato “zero contanti”, che prevede premi sia per il consumatore che per l'esercente:

  • quindici premi settimanali da 25.000 euro cadauno per il consumatore e quindici da 5.000 euro cadauno per l’esercente;
  • dieci premi mensili da100.000 euro cadauno per il consumatore e dieci da 20.000 euro per l’esercente;
  • un premio annuale da 5 milioni di euro per il consumatore e uno da 1 milione di euro per l’esercente.

 L'adesione delle attività commerciali alla lotteria non è obbligatoria ma, per come è stata concepita, espone l'esercente a rischio. Al cliente è, infatti, permesso segnalare l'impossibilità di partecipare alla lotteria con acquisti effettuati in un determinato esercizio sul sito dell'Agenzia delle Entrate, che potrebbe a sua volta effettuare un controllo per capire se il rifiuto è motivato dal mancato adeguamento di Registratori Telematici a norma di legge.

Cashback e Lotteria degli scontrini: pro e contro per la ristorazione

Le iniziative previste dal “Piano Italia Cashback” rappresentano una grande opportunità per il nostro paese e per il nostro settore, che vanno ad aggiungersi ai diversi contributi per la ristorazione previsti nei mesi scorsi. L'evasione fiscale in Italia è ancora un problema molto diffuso, purtroppo anche nella ristorazione, in grado di generare perdite per l'economia nazionale di oltre 100 miliardi di euro l'anno.

Ma, qualora questo non bastasse, in realtà c'è di più. Diciamolo una volta per tutte: fare nero non fa bene agli affari. Può sembrare così ai più inesperti ma, di fatto, rappresenta un mero palliativo che espone il titolare dell'attività a molteplici rischi. Prima di tutto legali, con ripercussioni a lungo termine che, a conti fatti, ci si accorge che non valeva assolutamente la pena addossarsi.

Ma anche dal punto di vista organizzativo, gestionale e, soprattutto, umano. Pagare in nero le maestranze, acquistare merce in modo non dichiarato, rendicontare utili per poco più della metà del loro reale valore significa incorrere in uno staff demotivato pronto ad impugnare vertenze sindacali, confusione nella gestione del magazzino e degli utili, difficoltà nell'analizzare introiti e perdite, contabilità doppia e tutta un'altra serie di complicazioni.

Una mole incredibile di lavoro supplementare, che va a gravare sulla qualità, sulla serenità e sulla professionalità del lavoro, nonché della propria vita. Se in Italia mediamente un'azienda del settore ristorazione chiude entro cinque anni dall'apertura è perché fare nero non ha mai rappresentato una concreta soluzione per nessuno. Un ristorante che funziona, così come un bar o altro locale di somministrazione, è un'attività che genera utili. Ricorrere a strade alternative per ovviare alla mancanza di liquidità significa ignorare il problema principale, quello che realmente non ti permette di guadagnare, e di gestire gli affari in modo intelligente e sereno. 

Professionalità, competenza, inventiva, creatività, pianificazione: questi i precetti fondamentali di ogni ristoratore di successo insieme, naturalmente, alla scelta dei giusti collaboratori e fornitori. Due aspetti in grado di fare la differenza per il business di ogni locale.